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Tempo di ricarica di un’auto elettrica: come la velocità di ricarica sta cambiando la mobilità

In fase di acquisto di un’auto elettrica, una delle prime preoccupazioni dell’automobilista è sapere quanto tempo occorre per ricaricarla. Gli impegni quotidiani non lasciano troppo spazio o tempi morti per “aspettare” che la propria auto faccia il pieno. Per questo, soprattutto per quelli che si avvicinano per la prima volta a questo mondo, il tempo di ricarica dell’ auto elettrica rappresenta ancora uno scoglio psicologico rilevante e un interrogativo estremamente frequente. Nei primi anni della diffusione commerciale dei veicoli a batteria si era creata quella che da molti esperti era stata addirittura definita “ansia da autonomia”. Oggi, grazie all’introduzione di pacchi batteria sempre più performanti e capienti, il focus degli automobilisti si è inevitabilmente spostato. Non ci si chiede più solamente quanta strada si possa percorrere con un pieno di elettroni, ma soprattutto in quanto tempo si ricarica una macchina elettrica in maniera efficiente, sia che ci si trovi durante un lungo viaggio di lavoro, sia che si debba gestire la semplice routine quotidiana.

Rispetto al classico pieno di carburante tradizionale effettuato alla pompa di benzina o diesel, l’approccio al rifornimento di un veicolo elettrico è radicalmente diverso, quasi capovolto, e si integra in modo flessibile ed organico con le nostre abitudini quotidiane e i nostri ritmi di vita. Sapere con estrema esattezza quanto tempo richiede la ricarica di un’auto elettrica per garantire un pieno di energia sufficiente è un aspetto fondamentale e imprescindibile per poter pianificare in totale serenità i propri spostamenti, che si tratti del breve tragitto settimanale tra casa e luogo di lavoro, oppure delle più complesse e lunghe trasferte autostradali per le vacanze estive con l’intera famiglia.

Da cosa dipende la durata ricarica di un’auto elettrica? Analisi dei fattori tecnici

Per prima cosa è molto utile fare chiarezza su quali siano i fattori tecnici specifici che influenzano e determinano l’attesa. La durata della ricarica di un’auto elettrica non è, infatti, un valore fisso e immutabile che si applica allo stesso modo a tutti i modelli sul mercato. Al contrario, essa è il risultato dinamico di un’equazione complessa che coinvolge direttamente tre elementi tecnici principali:

Avere una comprensione chiara di questa sinergia tecnologica aiuta a capire nel dettaglio in quanto tempo si ricarica una macchina elettrica in base all’esatto contesto in cui ci si trova. Ad esempio, una vettura dotata di una batteria da 50 kWh, se collegata a una normale presa domestica nota come ricarica Schuko, che eroga solitamente circa 2,3 kW, impiegherà oltre 20 ore per completare un intero ciclo di ricarica da zero a cento. Al contrario, se la stessa vettura viene collegata a un’infrastruttura ad altissima potenza, i tempi si riducono drasticamente. Inoltre, nella gestione di questa operazione gioca un ruolo cruciale la cosiddetta “curva di ricarica” sviluppata dai software del veicolo: le moderne batterie agli ioni di litio si ricaricano molto velocemente e in modo lineare fino all’80% della loro capacità totale, per poi rallentare l’assorbimento di energia in modo netto nell’ultimo 20% residuo. Questo meccanismo di salvaguardia serve per preservare la longevità chimica delle singole celle e prevenire deleteri fenomeni di surriscaldamento. Di conseguenza, quando ci si domanda per la prima volta quanto tempo ricarica auto elettrica necessiti su strada, è sempre consigliabile e opportuno ragionare nell’ottica del classico “10%-80%”, il range ottimale che bilancia perfettamente tempo speso ed energia incamerata.

La ricarica urbana, il parcheggio intelligente e i tempi ricarica colonnina 22 kW

Le abitudini quotidiane dei guidatori di vetture a zero emissioni si dividono generalmente in due grandi filoni: le lente ricariche notturne nel garage di casa e le ricariche di media potenza distribuite durante le svariate attività diurne. In questo preciso scenario di mobilità locale, le stazioni in corrente alternata sono senza dubbio le infrastrutture pubbliche più diffuse nei centri urbani delle nostre città. Quando nel settore parliamo dei tempi ricarica colonnina 22 kW, ci riferiamo allo standard attualmente più comune per le infrastrutture pubbliche di destinazione, spesso installate strategicamente all’interno di parcheggi, nei pressi di grandi complessi di uffici, supermercati, palestre o poli commerciali.

Ma esattamente, in quanto tempo si ricarica una macchina elettrica utilizzando queste postazioni cittadine? Per calcolarlo in modo preciso, occorre prima verificare il limite tecnologico del proprio caricatore di bordo. Infatti, anche se la colonnina pubblica eroga teoricamente 22 kW, molte vetture attualmente in commercio accettano in corrente alternata un massimo di soli 11 kW, oppure, nelle auto leggermente più datate, 7,4 kW in configurazione monofase. Se la nostra automobile è provvista di un pacco batteria da 60 kWh e un caricatore interno limitato a 11 kW, occorreranno circa 5 ore e mezza per ricaricarla completamente. Se invece il veicolo supporta pienamente l’assorbimento a 22 kW trifase, come accade su alcuni modelli specifici, l’attesa scende drasticamente a meno di 3 ore. Valutare con attenzione questi tempi di ricarica per una colonnina 22 kW è assolutamente indispensabile per quegli automobilisti che non hanno la possibilità di installare una wallbox domestica. Queste persone sfruttano il tempo trascorso a fare la spesa, guardare un film al cinema o lavorare in ufficio per fare il pieno di energia. La ricarica di opportunità rende irrilevante l’attesa.

L’evoluzione tecnologica dei supercharger per abbattere radicalmente il tempo ricarica auto elettrica

Se la ricarica in corrente alternata risulta perfetta per le lunghe soste urbane e la vita in città, per quanto riguarda i lunghi viaggi autostradali il paradigma tecnico deve cambiare radicalmente, affidandosi esclusivamente alla potente corrente continua. Negli ultimi anni, lo sviluppo incessante delle tecnologie di ricarica Fast e Ultrafast ha completamente rivoluzionato e stravolto in positivo l’esperienza di viaggio.

Inizialmente, lo standard consolidato per la ricarica veloce su strada pubblica si attestava intorno ai 50 kW di potenza massima, richiedendo tempi di sosta di circa un’ora per recuperare gran parte dell’autonomia utile. Oggi, l’industria è in grado di spingersi su terreni ben oltre le aspettative. Le moderne stazioni High Power Charging erogano comunemente potenze di 150 kW, 300 kW e in alcuni casi arrivano a 400 kW. Questa accelerazione tecnologica mozzafiato abbatte il tempo di ricarica di un’auto elettrica a valori che sono del tutto paragonabili a quelli della classica sosta in autogrill. Grazie a cavi all’avanguardia raffreddati a liquido che permettono di gestire amperaggi estremi senza surriscaldarsi, i veicoli di nuova generazione riescono ad incamerare oltre 100 chilometri di preziosa autonomia in appena 5 minuti.

L’infrastruttura di nuova generazione: come la rete IPlanet sta tagliando la durata ricarica auto elettrica

Quello di IPlanet è un esempio particolarmente virtuoso di come le infrastrutture stiano mutando pelle per supportare al meglio l’utente finale. L’ambizioso piano messo in campo da IPlanet prevede la riconversione di oltre 500 stazioni di servizio tradizionali per trasformarle in veri e propri hub digitali di mobilità elettrica. Questi siti accolgono l’installazione di colonnine fast e ultra-fast di ultimissima generazione, capaci di erogare potenze straordinarie fino 400 kW, riducendo drasticamente la durata di ricarica di un’auto elettrica.

Queste nuove stazioni di ricarica ad alte prestazioni sono posizionate in maniera strategica e capillare non solo sulle principali arterie urbane, ma con una fortissima vocazione per la rete extraurbana, nei cuori delle zone industriali e lungo i grandi snodi di traffico ad alta densità. Se un automobilista ancora dubbioso si domanda quanto tempo occorre per la ricarica di un’auto elettrica presso uno di questi avveniristici stalli IPlanet, la risposta mira a un’esperienza quasi immediata. Tramite l’app ufficiale, l’utente può pianificare il percorso, prenotare lo stallo per evitare code e avviare la ricarica. E se siete abituati ai classici tempi di ricarica della colonnina a 22 kW nei centri cittadini, sperimentare la potenza degli stalli ultra-fast sarà una vera e propria rivelazione. La batteria è in grado di recuperare l’80% di carica in un lasso di tempo compreso tra i 15 e i 20 minuti.

Ma il vero fattore differenziante di IPlanet non si limita unicamente alla mera potenza di ricarica in megawatt. Il centro dell’attenzione è il viaggiatore. Infatti, mentre l’auto è collegata al cavo, l’automobilista non è costretto ad attendere passivamente seduto al volante in spiazzi isolati. Gli hub IPlanet sono concepiti per offrire un ecosistema ricco di servizi complementari. Confortevoli aree dedicate al food & beverage per un pasto veloce o un buon caffè, zone commerciali per lo shopping, moderni servizi di autolavaggio e pratici lockers per il ritiro dei pacchi e-commerce. In questo ecosistema, il tempo di attesa si trasforma da noioso intervallo a momento utile e rilassante, ridefinendo in toto l’esperienza del fare il pieno.

Un nuovo modo di viaggiare

Saper gestire le dinamiche dell’accumulo energetico consente di guidare in serenità in ogni situazione. Le ricariche urbane in corrente alternata rimangono vitali per l’infrastruttura di base e il pendolarismo, ma è innegabile che l’adozione su larga scala delle auto a batteria passi dall’abbattimento delle attese autostradali. L’introduzione e l’espansione di reti ad altissima potenza come quella di IPlanet stanno demolendo le vecchie barriere psicologiche, confermando che i viaggi su lunghe tratte sono ormai maturi, pratici e sostenibili. Le code interminabili lungo le statali appartengono al passato: ripartire rapidi verso la propria destinazione è semplicemente la nuova normalità.

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